L'attesa per il nuovo locale di Fabio Fauraz – già conosciuto a Genova per il Violino Rosso – era alta. E finalmente è stata soddisfatta, con Il Michelaccio, nuova creatura - in zona centrale, adiacente a via XX Settembre - che nasce dalla collaborazione tra Fauraz, Paolo Gargano e Lorenzo Bagliano.

Interessante la formula, via di mezzo tra il bistrot ricercato e il ristorante, con l'idea di offrire l'occasione per una sosta versatile – che può andare dal piatto veloce fino al pasto completo. E interessante l'arredamento, finto povero, ma in realtà studiato nei particolari, come è per il banco bar impreziosito da una quinta di calici da vino.

Il menu? L'informalità viene ribadita dall'elenco dei piatti, non suddivisi per portata, ma elencati in disordine, e dalle sue dimensioni ridotte.

Sono una dozzina le proposte, che annoverano anche pizza (la mitica sardenaira di tradizione ponentina) e panini gorumet (come il pane cotechino e zucca, che può essere anche ricco secondo). Tra i piatti assaggiati, convince la tartare di carota fumée, mele e rafano, perfettamente equilibrata e assai intrigante; così come sono azzeccati anche gli spaghetti allo scoglio, arricchiti dal carpaccio di gamberi, che compariranno anche sotto forma di polvere croccante (ottenuta dal carapace). Un po' “scolastico” il riso e “polvere”: un risotto al Parmigiano semplice semplice, su cui si apre una feritoia nera, ossia una polvere di carbone vegetale, cardamomo e cipolla arrostita. Si può chiudere con il flan di cioccolato e salsa al cioccolato bianco, o un'impeccabile pera madernassa al forno con salsa al cioccolato.

Carta dei vini tutta improntata al naturale, con alcune chicche d'antan da prendere al volo. Ma c'è anche il vino della casa, non da trascurare: è dell'azienda agricola Francesco Brezza – Tenuta Migliavacca (San Giorgio Monferrato). Sosta piacevole, con una spesa sui 40 euro.

© Il Golosario - Alessandro Ricci

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